2016年12月7日水曜日

La città senza notte


LA CITTA’ SENZA NOTTE
Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Taormina Film festival nel giugno2015 ed ha
vinto il Sydney world Film festival 2015 e il Sigillo della Pace al 37°Persona: Cinema & Donne
Film Festival di Firenze
E’ una co-produzione Italo/inglese La casa dei santi/RareNoise, è tratto dal racconto di Francesca
Scotti: “La pace di chi ha sete e sta per bere”, ed è interpretato da Giovanni Calcagno e Maya
Murofushi con le musiche di Berserk (Lorenzo Esposito Fornasari e Lorenzo Feliciati).


SINOSSI
Il disastro alla centrale nucleare di Fukushima è divenuto per Mariko, bella modella giapponese,
un incubo insopportabile. Profondamente depressa, non riesce più a dormire. Sollecitata dalla
richiesta insistente di Salvatore, il suo ex fidanzato italiano, Mariko raggiunge la Sicilia. La
nuova convivenza diviene da subito il terreno di una reciproca incapacità comunicativa. Salvatore
crede di poterla facilmente immettere nel suo ambiente, mentre lei si dispone in una difesa passiva
in cui, oltre al sonno, inizia a rifiutare il cibo. Fino a quando i due si accorgono che Mariko riesce
finalmente a dormire solo in auto, cullata nella notte dalle luci di una città sconosciuta. Il giorno
diventa allora per Mariko una frontiera che la rinvigorisce, nella quale la sua creatività di
fotografa può rileggere diversamente i simboli e i significati della sua vita. Salvatore diventa il suo
autista notturno che, gradualmente privato del sonno, sacrifica il proprio riposo per la vitalità
della compagna. Per loro ha così inizio un nuovo viaggio alla ricerca di un luogo vero
o immaginario dove ritrovarsi, amarsi e capirsi. Una storia fatta di epifanie e deragliamenti.

LA CITTA’ SENZA NOTTE (note di regia)
“La Città senza Notte” è il mio primo lungometraggio.
E’ un film sulla ricerca della bellezza in un mondo che si presenta sempre più minacciato e
devastato da pericoli e catastrofi. La bellezza di Mariko, diventa metafora del fiore di ciliegio, che
in Giappone rappresenta la natura effimera e transitoria della vita. Non fa in tempo a sbocciare
che già il vento la fa volare via in luoghi sconosciuti. Così Mariko, splendente di bellezza ad ogni
contatto con la realtà s’inabissa nelle paure appassendo, staccandosi dal ramo vitale che le offre
Salvatore per aiutarla a trovare stabilità. Lui si pone inizialmente a Mariko come nel vero senso
della tradizione hanami (ammirare i fiori) con una punta di tristezza e commozione, assecondando
ogni suo desiderio. Mariko è tanto vulnerabile da portare con se la nube radioattiva di
Fukushima che di giorno in giorno si espande contagiando chi la circonda, proprio come avviene
nel processo dell’accumulo biologico.

Il breve racconto a cui il film è ispirato “La pace di chi ha sete e sta per bere” di Francesca
Scotti (giovane scrittrice italiana che vive in Giappone) mi ha fatto intravedere l’affascinante
possibilità di indurre i due protagonisti ad esplorare il loro rapporto non nella vita quotidiana
ma in quella onirica, notturna e in quella dell’arte. I loro viaggi che compiono nel cuore della
notte diventano come delle pratiche di passaggio ad un’altra dimensione, dei piccoli esercizi di
morte. L’arte diventa un rito di iniziazione a questi viaggi.
Il film è girato a Catania, una città quasi irriconoscibile se vista dagli occhi di due persone che
vivono in un mondo sempre più irreale.

Il progetto è nato con l’etichetta discografica RareNoise di Londra, le musiche sono dei Berserk:
Lorenzo Esposito Fornasari (LEF) e Lorenzo Feliciati e dominano le atmosfere oniriche del
film. Il film utilizza molti linguaggi espressivi a cui ho lavorato in questi anni (videoarte,
videoclip, cinema).